Applicare un rialzo delle accise sul tabacco in Europa. Questa la proposta della Commissione europea, con l'obiettivo di diminuire i consumi del 10% nei prossimi cinque anni e di lottare contro il tabagismo.
Servirà?
Certo che servirà! Ma solo per aumentare gli incassi dei governi.
Nella Gran Bretagna un pacchetto di 20 sigarette costa più di 8 euro, eppure il problema del tabagismo c’è come negli altri paesi.
Ricordo sempre a tutti che fumare non è un piacere, ma una tossicodipendenza, se così non fosse, chi fuma non andrebbe oltre a qualche sigaretta nella propria vita.
Ricordo che quando ero un fumatore, mi sono trovato più di una volta senza sigarette, e nell’impossibilità di acquistare il pacchetto, per non passare da scroccone chiedevo “in prestito” una sigaretta contraccambiando con un caffè o altro. Decisamente costose le poche sigarette che riuscivo a fumare in quelle situazioni, eppure…
Un fumatore è disposto a fumare anche con la bronchite o la febbre pur di non rinunciare alle sue bionde.
Siete veramente convinti che i la U.E. riesca a far diminuire il consumo del tabacco?
Assolutamente no! Quello che potrebbe succedere invece è vedere un fumatore rinunciare al caffè o al giornale pur di permettersi la possibilità di continuare ad intossicarsi con qui tubicini di foglie secche e trite.
La verità è che aumentare il prezzo delle sigarette non serve a diminuirne il consumo.
Sicuramente, sarebbe una buona cosa usare i maggiori introiti delle accise sulle sigarette per contrastare il tabagismo creando dei centri specializzati. Peccato che questo non accada. Se fate delle ricerche su internet, troverete molti centri, ma la maggior parte tutti privati.
Conclusione: aumentare il prezzo delle sigarette o alcol è il solito pretesto per far cassa.
sabato 26 luglio 2008
domenica 13 luglio 2008
Vietato fumare alla guida.
In Canada si vieta il fumo anche nella propria auto.
alla lotta contro il tabacco.
Infatti, il divieto di fumare, si estende anche al privato e più precisamente alle auto.
Chi è a bordo con un minore di 16 anni, può essere multato con un’ammenda da 250 dollari.
Una politica simile per salvaguardare la salute dei ragazzi è sicuramente valida, ma rischia d’essere solo rappresentativa. Voglio vedere quanti tutori della legge riescono a vedere chi sta fumando nella propria auto. Ma soprattutto chi è quel ragazzo disposto a testimoniare contro il proprio genitore …Tossico?!
Infatti, fumare è solo una tossicodipendenza e chi è dipendente dalla nicotina commette azioni stupide, inconsulte. Se un fumatore è disposto a soffrire fuori al freddo in pieno inverno, pur di fumare per garantirsi “la dose”, figuriamoci se non blocca la sua mente di fronte alla possibilità che il figlio possa avvelenarsi da un po’ di fumo. Ancora una volta il problema non viene preso dalla radice, ma si cercano dei “tamponi” che possano in qualche modo mettere d’accordo i fumatori con la salute dei non.
Infatti, il divieto di fumare, si estende anche al privato e più precisamente alle auto.
Chi è a bordo con un minore di 16 anni, può essere multato con un’ammenda da 250 dollari.
Una politica simile per salvaguardare la salute dei ragazzi è sicuramente valida, ma rischia d’essere solo rappresentativa. Voglio vedere quanti tutori della legge riescono a vedere chi sta fumando nella propria auto. Ma soprattutto chi è quel ragazzo disposto a testimoniare contro il proprio genitore …Tossico?!
Infatti, fumare è solo una tossicodipendenza e chi è dipendente dalla nicotina commette azioni stupide, inconsulte. Se un fumatore è disposto a soffrire fuori al freddo in pieno inverno, pur di fumare per garantirsi “la dose”, figuriamoci se non blocca la sua mente di fronte alla possibilità che il figlio possa avvelenarsi da un po’ di fumo. Ancora una volta il problema non viene preso dalla radice, ma si cercano dei “tamponi” che possano in qualche modo mettere d’accordo i fumatori con la salute dei non.
Questo non sarà mai possibile, perché chi fuma non lo fa per scelta, ma per dipendenza fisica e psicologica. Ma il tabacco è e resterà subdolo tanto da far credere a chi fuma di farlo per un gusto e a chi lo vieta di poter calpestare in qualche maniera i diritti altrui.
Ma i governi non prenderanno mai una decisione definitiva per bandire totalmente il tabacco riconoscendolo realmente per quello che è: una droga. D'altronde, ve lo immaginate un ministro che si nasconde al cesso pur di fumarsi la sua bionda?
Ma i governi non prenderanno mai una decisione definitiva per bandire totalmente il tabacco riconoscendolo realmente per quello che è: una droga. D'altronde, ve lo immaginate un ministro che si nasconde al cesso pur di fumarsi la sua bionda?
lunedì 30 giugno 2008
Smettere non è difficile
La cosa più triste che ho sentito dire da un fumatore pentito è stata: “Molti miei amici hanno smesso, io, no. Probabilmente resterò un fumatore per sempre”. Questa triste affermazione, mina seriamente le buone intenzioni di dare un taglio al fumo. Devo ammettere che anch’io ero arrivato a pensare questo, dopo l’ultimo tentativo fallito, pensando di essere “etichettato” un fumatore per sempre. La cosa fa male, io ci sono passato. Purtroppo i metodi di costrizione ti dicono solo che devi fare così o colà, senza tener conto che smettere deve essere spontaneo. Siamo tutti differenti l’uno dall’altro, dal lavoro alle routine quotidiane e soprattutto dal carattere.Il fatto che Stefano, pur avendo un lavoro più stressante del tuo, abbia smesso di fumare dal giorno alla notte, non deve farti ingannare. Sicuramente era da un bel po’ che meditava di farlo e magari sono passati mesi, prima che trovasse la giusta sensibilità per farlo. Smettere è solo una questione interna a noi, non dipende dalla situazione familiare o dal tipo di lavoro che abbiamo. Il mio medico di base fumava in continuazione.Questo può stupirti, ma ricorda che non mi sto inventando nulla, magari, anche tu conosci personalmente un medico che fuma. Se non sei convinto, puoi sempre fermarti all’esterno di un’entrata secondaria di un ospedale e vedere quanti medici ed infermieri escono per farsi la dose del momento.Il fatto che siano uomini di medicina non ti deve far ingannare, “il potere della menzogna” colpisce chiunque.Il medico, fuma per stress e senso di colpa.Fare il medico è molto stressante, c’è sempre il contatto continuo con i pazienti, le loro esigenze, i loro problemi. Lo stress diminuisce notevolmente la quantità di nicotina nel corpo. In aggiunta, il medico non può concedersi le pause quando vuole, ma solamente nei momenti vuoti della giornata, che sono veramente pochi. Così, quelle poche sigarette che fuma sono ancora più preziose.Mentre fuma allevia solo parzialmente la crisi d’astinenza a causa di un altro fattore: il senso di colpa. Essendo più consapevole dei rischi e danni causati dal fumo, il senso di colpa aumenta lo stress, unito ad un lieve aumento d’adrenalina. L’adrenalina è prodotta dal nostro corpo, nei momenti di pericolo, è un naturale processo biochimico che madre natura ci ha dato per reagire meglio alle situazioni di pericolo e poter fuggire o combattere. Quindi ha un ruolo importante in questo caso, perché aumenta il nostro momentaneo vigore. Il medico si sente risollevato dopo la sua fumata. Ma lo stress ha già abbassato il livello di nicotina, mentre l’adrenalina prodotta dal corpo rientra nei livelli normali, risultato: torna al punto di partenza, in più dovrà aspettare a lungo per farsi la dose successiva e quindi l’ansia di calmare la crisi d’astinenza permane. Diventa un fumatore occasionale e questo lo porta ad impreziosire ancor di più le poche sigarette che fuma.Il lavoro noioso è la tangibile verità che si fuma solo per il credo sociale.Se il lavoro stressante porta a fumare, quello monotono dovrebbe far smettere, ma non è assolutamente così. Chi ha molto tempo per non far niente, ammazza il tempo (anche se stesso) fumando. Sono parecchi i lavori che hanno dei tempi vuoti. I taxista, camionisti, guardie giurate, ecc… Quando provano a smettere con metodi tradizionali, queste categorie di lavoratori hanno tutto il tempo di piangersi addosso e quindi trovano difficile smettere, diventano ancora più sensibili alla costrizione. Se hai prurito, l’unico sistema per resistere è: non pensarci, oppure, basta pensare che non grattandosi il prurito scomparirà.Questo è il giusto atteggiamento da adottare per smettere.Non dipende da cause esterne, tieni a mente che le cause esterne, sono solo le tue scuse che hai usato troppo a lungo con te stesso, per poter continuare ad avvelenarti cercando di non sentire il senso di colpa che ti attanaglia, sai che stai rovinando il tuo corpo, ed è l’unico che hai.Tutti possono smettere facilmente, anche tu. Se ci è riuscito Giovanni, che non è un alieno, ci riuscirai tranquillamente anche tu, basta volerlo.Tieni sempre a mente che non siamo nati per fumare, ma per respirare, questa è la semplice ragione per la quale tutti i fumatori vogliono smettere.
martedì 3 giugno 2008
Il fumo passivo...
Il fumo passivo.
Tutti i dati scientifici dicono chiaramente che il fumo passivo rappresenta un
danno per la salute.Chi non fuma ed inala il fumo passivo, contrae malattie simili a quelle del fumatore. La mortalità causata dal fumo passivo sembra comprovata. Con il sembra, ho voluto far contenti tutti quei fumatori che difendono a spada tratta il loro stile di vita suicida e fastidioso. Perché alla fine i non fumatori non tengono conto tanto della nocività, ma del disturbo, del fastidio che il fumo arreca.
Il fumatore non si rende conto del puzzo stantio che si porta dietro dopo aver fumato una sigaretta, i cappelli impregnati, i vestiti. Questo puzzo schifoso però, lo percepisce bene il non fumatore che ovviamente se ne guarda bene dallo stare alla larga. Sembra un paradosso sapere come le donne fumatrici, sono disposte a puzzare sgradevolmente pur di fumare, spendendo poi mezza giornata alla ricerca di un profumo accattivante, che stia bene sulla loro pelle, testando una carrellata di svariati profumi pur di figurare bene, ma intanto… Puzzano! Non parliamo poi di chi fuma in auto, il povero non fumatore che sale in una macchina dove si ha fumato, viene colto da una sensazione di vomito. Insomma se anche fosse comprovato che il fumo non fa male alla salute, i fumatori dovrebbero tenere conto che: disturbano, danno enormemente fastidio e vengono evitati dai più come degli appestati. Quando dico evitati, non esagero! Il non fumatore sta vicino a chi fuma solo per educazione o dovere relazionale, cerca di non dare a vedere il suo disprezzo verso il fumatore, ma c’è ed è molto forte. Quindi se potesse allontanarsi, lo farebbe più che volentieri. Certi genitori, per esempio, fumano e poi stanno vicino ai loro bambini. Ma si sono mai chiesti che schifo percepiscono i loro figli? Certo i bimbi non dicono nulla pensando che quello strano odore sia quello dei loro genitori, ma intanto….
La conclusione alla quale voglio giungere è che comunque sia, il fumo è un fastidio per i non fumatori al di là della sua nocività. Quindi non sono i non fumatori maleducati o rompi .…. se si lamentano, ma i fumatori che impongono odori schifosi agli altri o peggio ai propri famigliari pur di poter fumare.
Se invece di lamentarsi tutti i non fumatori dicessero: ”Fuma quanto vuoi ma stammi distante perché puzzi”. Il fumatore cosa ne penserebbe?
lunedì 26 maggio 2008
Il giorno migliore per smettere di fumare.
Se si dovesse decidere quando smettere in base ai danni che il fumo arreca alla salute, beh, si
smetterebbe prima di subito! D'altronde, il fumatore medio smette di fumare circa 15/20 volte al giorno. In pratica, ogni volta che
spegne una sigaretta. Il problema è trovare il proprio momento, che non dipende da fattori esterni, ma interni. L’input, deve venire dall’entusiasmo di sentirsi finalmente liberi. Ricordatevi che nessun fumatore è completamente sicuro di smettere, ma compensa la sua insicurezza con
l’entusiasmo, perché sa in ogni caso, che smettere è la cosa più giusta e felice da fare. Se si è felici di smettere, si potrà dare il colpo finale con piacere e gioia e vedere le sigarette per
quello che realmente sono: un veleno inutile e fastidioso. Quando l’ex fumatore incontrerà dei
fumatori, proverà una sensazione di felicità e commiserazione. Commiserazione per loro che sono rimasti
nel labirinto mortale, e felicità per lui che n’è fuori. Prima di smettere, è importante rendersi consapevoli di quelli che sono i sistemi più conosciuti per
smettere. Molti di questi metodi, adottano un “sistema di costrizione”, quindi inducono il fumatore a
sentire ciò che fa, come se dovesse andare in guerra. Costringere con la paura, per esempio, non serve a nulla. È inutile ammonire il fumatore ricordandogli che il fumo è micidiale e che inala più di 4.000 tipi di veleni, minando seriamente la salute, il fumatore solitamente è una persona istruita ed
intelligente, lo sa. Anche il mio medico di famiglia fumava. Il fumo è una dipendenza che fa fare al fumatore cose stupide, come quella di andare fuori al freddo,
in pieno inverno, battendo i denti per gustarsi “la dose”, ma che sia ben chiaro; il fumatore non è
stupido! È solo diventato una sorta di masochista a causa della paura di rimanere senza la sigaretta. Quindi, l’equazione giusta è: paura - entusiasmo = sensibilità. Solo con una certa sensibilità si può
smettere con efficacia. Come si raggiunge? Sicuramente non motivandosi sugli effetti negativi che
provoca il fumo, ma bensì sugli effetti positivi che regala il non fumare. Se per smettere fosse efficace il sapere le cause deleterie del fumo, come mai molti medici fumano? Questo è l’esempio concreto di quello che voglio trasmettere a tutti coloro che intendono smettere. La cosa importante è conoscere il perché si sta veramente fumando. Come spiegato nell’e-book “Perché si
fuma?” Ottenere una piena consapevolezza del reale motivo che c’induce a fumare, enfatizzerà la voglia
di smettere.
smetterebbe prima di subito! D'altronde, il fumatore medio smette di fumare circa 15/20 volte al giorno. In pratica, ogni volta che
spegne una sigaretta. Il problema è trovare il proprio momento, che non dipende da fattori esterni, ma interni. L’input, deve venire dall’entusiasmo di sentirsi finalmente liberi. Ricordatevi che nessun fumatore è completamente sicuro di smettere, ma compensa la sua insicurezza con
l’entusiasmo, perché sa in ogni caso, che smettere è la cosa più giusta e felice da fare. Se si è felici di smettere, si potrà dare il colpo finale con piacere e gioia e vedere le sigarette per
quello che realmente sono: un veleno inutile e fastidioso. Quando l’ex fumatore incontrerà dei
fumatori, proverà una sensazione di felicità e commiserazione. Commiserazione per loro che sono rimasti
nel labirinto mortale, e felicità per lui che n’è fuori. Prima di smettere, è importante rendersi consapevoli di quelli che sono i sistemi più conosciuti per
smettere. Molti di questi metodi, adottano un “sistema di costrizione”, quindi inducono il fumatore a
sentire ciò che fa, come se dovesse andare in guerra. Costringere con la paura, per esempio, non serve a nulla. È inutile ammonire il fumatore ricordandogli che il fumo è micidiale e che inala più di 4.000 tipi di veleni, minando seriamente la salute, il fumatore solitamente è una persona istruita ed
intelligente, lo sa. Anche il mio medico di famiglia fumava. Il fumo è una dipendenza che fa fare al fumatore cose stupide, come quella di andare fuori al freddo,
in pieno inverno, battendo i denti per gustarsi “la dose”, ma che sia ben chiaro; il fumatore non è
stupido! È solo diventato una sorta di masochista a causa della paura di rimanere senza la sigaretta. Quindi, l’equazione giusta è: paura - entusiasmo = sensibilità. Solo con una certa sensibilità si può
smettere con efficacia. Come si raggiunge? Sicuramente non motivandosi sugli effetti negativi che
provoca il fumo, ma bensì sugli effetti positivi che regala il non fumare. Se per smettere fosse efficace il sapere le cause deleterie del fumo, come mai molti medici fumano? Questo è l’esempio concreto di quello che voglio trasmettere a tutti coloro che intendono smettere. La cosa importante è conoscere il perché si sta veramente fumando. Come spiegato nell’e-book “Perché si
fuma?” Ottenere una piena consapevolezza del reale motivo che c’induce a fumare, enfatizzerà la voglia
di smettere.
giovedì 15 maggio 2008

La maggior parte dei fumatori cerca di smettere di fumare senza aiuto, ma solo il 5% ci riesce.
Infatti i seminari e/o terapie di gruppo sono il sistema migliore per dare un taglio al fumo.
Purtroppo il fumatore, cerca di smettere da solo per due motivi principali: Il tempo, nel senso che molte terapie necessitano di troppi incontri e la gente ha sempre meno tempo a disposizione. Il difficile, nel senso che troppi metodi ci dicono di fare test, diagnosi, sedute varie, di assumere medicinali ecc...
Così, il povero fumatore, vede “lo smettere di fumare” come se fosse una vera e propria impresa.
La paura di fallire si fa sentire e per chi, come me aveva già provato a smettere incomincia a radicarsi l’idea di dover restare un fumatore per sempre. Così ci s’inventa le scuse più assurde pur di fumare.
Strano, come certi medici, dottori o altri cercano di complicare la vita alle persone che vogliono smettere. Probabilmente forse questo dipende dal fatto che non hanno mai fumato in vita loro e quindi restano più fedeli ad una teoria medica che non ad un efficace, veloce e pratico sistema.
Purtroppo il fumatore, cerca di smettere da solo per due motivi principali: Il tempo, nel senso che molte terapie necessitano di troppi incontri e la gente ha sempre meno tempo a disposizione. Il difficile, nel senso che troppi metodi ci dicono di fare test, diagnosi, sedute varie, di assumere medicinali ecc...
Così, il povero fumatore, vede “lo smettere di fumare” come se fosse una vera e propria impresa.
La paura di fallire si fa sentire e per chi, come me aveva già provato a smettere incomincia a radicarsi l’idea di dover restare un fumatore per sempre. Così ci s’inventa le scuse più assurde pur di fumare.
Strano, come certi medici, dottori o altri cercano di complicare la vita alle persone che vogliono smettere. Probabilmente forse questo dipende dal fatto che non hanno mai fumato in vita loro e quindi restano più fedeli ad una teoria medica che non ad un efficace, veloce e pratico sistema.
Ecco perchè il metodo Non fumo piu ti da la possibilità di smettere senza farti perdere tempo senza spaventarti.
Pensaci bene. Se ti metto paura, non cerchi di smettere perchè lo vuoi, ma perchè ti senti costretto a farlo!
Smettere dev'essere un piacere e non una costrizione.
mercoledì 16 aprile 2008
Sigaretta protettiva contro il morbo di Parkinson
Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute) - "Il fumo di sigaretta è protettivo nei confronti del morbo di Parkinson". Lo spiega Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson Istituti clinici di perfezionamento di Milano e presidente della Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson e dell'Associazione italiana parkinsoniani.
Beh, non tutti i mali vengono a nuocere. Infatti, il professore, dopo aver fatto “l’avvocato del diavolo” si giustifica sul fatto che questo non deve incentivare i fumatori a continuare perché comunque fa molto male alla salute. Ma come? Prima lanci il sasso e poi nascondi la mano?
Caro professore, non metto in dubbio la sua professionalità, soprattutto perché non ho competenza nella ricerca in questione. Si ricordi però che la sua scoperta, è solo all’inizio, troppo all’inizio! Con questo intendo dire che sicuramente alcune delle circa 4000 sostanze contenute nella sigaretta sono benefiche per contrastare il morbo di Parkinson, ma solo quelle e Lei caro professore non sa ancora quali sono, altrimenti le avrebbe menzioniate evitando di parlare delle deleterie e micidiali sigarette.
Posso capire che l’enfasi della scoperta possa portare a dichiarazioni “incongrue con la medicina”, ma si ricordi che la pazienza è la virtù dei forti e si sposerebbe molto bene con il suo genio di ricercatore.
Beh, non tutti i mali vengono a nuocere. Infatti, il professore, dopo aver fatto “l’avvocato del diavolo” si giustifica sul fatto che questo non deve incentivare i fumatori a continuare perché comunque fa molto male alla salute. Ma come? Prima lanci il sasso e poi nascondi la mano?
Caro professore, non metto in dubbio la sua professionalità, soprattutto perché non ho competenza nella ricerca in questione. Si ricordi però che la sua scoperta, è solo all’inizio, troppo all’inizio! Con questo intendo dire che sicuramente alcune delle circa 4000 sostanze contenute nella sigaretta sono benefiche per contrastare il morbo di Parkinson, ma solo quelle e Lei caro professore non sa ancora quali sono, altrimenti le avrebbe menzioniate evitando di parlare delle deleterie e micidiali sigarette.
Posso capire che l’enfasi della scoperta possa portare a dichiarazioni “incongrue con la medicina”, ma si ricordi che la pazienza è la virtù dei forti e si sposerebbe molto bene con il suo genio di ricercatore.
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